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lunedì 28 agosto 2017

OLTRE DIO: GIORDANO BRUNO
Il 17 febbraio dell’ Anno Santo 1600 moriva sul rogo a Campo de’ Fiori, a Roma, il frate Domenicano Giordano Bruno, per non aver voluto abiurare alle sue teorie note in Italia e in Europa. Il fuoco uccide l’uomo ma non il suo pensiero, la sua concezione di una nuova filosofia non era né scientifica, né rigorosamente religiosa, in quanto si erigeva sulla magia naturale insita nel concetto di armonia universale .Bruno usa una specie di estensione trascendentale della nozione di magia ritenuta affine e contenuta nell’intelletto, persuaso che si possano demolire le barriere tra l’umano e il divino. La verità e la conoscenza sono gli strumenti per arrivare alla consapevolezza che l’Uomo, Dio e la Natura sono i diversi aspetti di una sola entità correlata. "tutte le cose sono nell’universo e l’universo è in tutte le cose…in questo modo tutte le cose si armonizzano in una perfetta armonia". Nel suo pensiero è insita un'innegabile forma di animismo per cui tra uomini , piante ed animali, la distinzione è per lui, solo di natura gerarchica, diverse entità di una singolare essenza universale. Una visione antropocentrica del mondo e dell’intero universo è per Bruno un grave errore, il filosofo si libera in tal modo dai vincoli dalla cultura occidentale cristiana ed il suo pensiero si allarga sino alle concezioni del “divino” buddista.
”L’umanità ha bisogno di persone che testimonino la possibilità della fratellanza , in nome della conoscenza e della ricerca. Sono realista, se volete pessimista per il presente, ciò non toglie che bisogna testimoniare e gettare i semi per piante che fruttifereranno nel futuro. Non è possibile dire quando. Ma è importante lasciare un segno, dire parole, formulare pensieri, vivere in una dimensione di segno opposto a quella dell’attuale imbecillità . E soprattutto non bisogna scoraggiarsi.”
Galileo abiura e salva se stesso in nome di una verità scientifica che prima o poi si sarebbe chiaramente palesata dandogli ragione, mentre il domenicano mago, ciarlatano ed eretico muore al rogo perché sa che è questo l’unico modo per far sopravvivere le sue idee, oltre il tempo, al di là del bene e del male , in questo o negli infiniti mondi governati dalla grande armonia di una diversa idea di Dio.
Il presidente del C.T.S.
Dott. Ing. Ambrogio Giordano
 
In molti si chiedono cosa sia o rappresenti l’Associazione Rinascita e Rose, a tutti chiariamo che questa è una entità costituita da uomini liberi nell’anima e nello spirito che si sono associati per dare voce alla “società civile” condividendo i principi di verità, fratellanza,e carità verso l’altro da sé ,materiale o immateriale che sia il soggetto o il principio per cui schierarsi.
In una società anomica, l’esistenza di un nucleo di riferimento per chiunque si senta vessato, turlupinato o peggio manipolato dalla comunicazione rimane un baluardo verso la capacità di appartenere ad un mondo non di plastica, fuori dalle scenografie in cui tutti noi siamo oscure comparse, un punto di riferimento per poter affermare la propria individualità consapevole come elemento integrante di una umanità spesso delusa,su istanze singole o collettive che siano. 

Il Presidente dell’Associazione
Giuseppe Lauda


 Il Presidente del Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione
Dott. Ing. Ambrogio Giordano


Il 6 novembre 2015 si è ufficialmente costituita a Foggia l’Associazione Sociale e Culturale “Rinascita e Rose”.
I Soci Fondatori, che sono andati a costituire il primo Consiglio Direttivo, sono stati scelti tra i rappresentanti del mondo imprenditoriale, sindacale e professionisti del settore tecnico, legale, sportivo, del giornalismo, dell’e-government e dei servizi reali alle imprese ed al cittadino.
Nell’esercizio dell’autonomia organizzativa, l’Associazione “Rinascita e Rose” si sta dotando di un Comitato Tecnico Scientifico, composto da esperti del mondo accademico, delle professioni, del sociale e della ricerca scientifica e tecnologica, avente carattere propositivo e di consulenza.
“Ad oggi la situazione in cui versa la città di Foggia è ben più grave del previsto, in quanto noi cittadini siamo in balia di una classe dirigente politicamente debole e culturalmente impreparata”. - afferma il Presidente dell’Associazione “Rinascita e Rose” Giuseppe Lauda - “Essa persegue la chimera di acquisire il potere per il potere, non per fare, non per realizzare fini razionali, obiettivi possibili che pervengono da istanze mosse dal basso, dai molti, azioni e scopi volti quindi a perseguire e determinare il benessere comune”.
Non è che manchi la “volontà di fare” da parte degli amministratori locali, bensì manca la “capacità di fare” nel senso che chi si arroga il diritto di amministrare la cosa pubblica ha l’obbligo non solo di ascoltare la voce dei cittadini, ma anche di conoscere bene il quadro sociale e politico istituzionale nel quale è stato chiamato ad operare.
Ad ogni modo, tutto ciò manca, poiché l’immobilismo politico e burocratico a cui da troppi anni siamo abituati ad assistere nel nostro territorio, è dipeso dal fatto che chi deve operare e gestire la cosa pubblica non fa altro che promettere di fare, ma nei fatti risulta essere impotente, e tutto ciò avviene perché più i temi sono complessi, più occorrono competenze, anche dal punto di vista tecnico, combinate a conoscenze, affinché i fini da perseguire possano essere realistici.
Pertanto è ovvio che senza un valido ubi consistam da parte delle istituzioni, ogni progetto, espressione delle istanze collettive, è destinato a fallire.
“Ecco quindi che in un contesto di profonda crisi sociale, morale, etica, economica nonché politica, continua il Presidente di “Rinascita e Rose” Giuseppe Lauda,  laddove le istituzioni hanno perso la capacità di rappresentare le esigenze dei cittadini, la società civile reagisce dando vita nella fattispecie ad una nuova forma di rappresentanza urbana mediante la costituzione di “Rinascita e Rose” a breve “Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale”.
Si tratta di una iniziativa che si pone l’obiettivo di perseguire molteplici attività che vanno dall’ambito sociale a quello culturale, filantropico nonché ambientale, cercando di agire per il benessere della collettività, inculcando al contempo all’interno della nostra società un nuovo paradigma, il “paradigma della rinascita.”
“Rinascita - spiega il Presidente Giuseppe Lauda - che deve essere intesa come rinascita ovvero tornare a nascere, nascere a nuova vita, tentando di cambiare le sorti della drammatica realtà socio economica che ci circonda, agendo in modo pragmatico.
“Spero vivamente che - conclude il Presidente Giuseppe Lauda - l’entusiasmo con cui abbiamo intrapreso il progetto associativo “Rinascita e Rose”, possa far avvicinare tanti altri cittadini, attraverso il tesseramento e l’attiva partecipazione alle nostre attività che, secondo un programma cadenzato, verranno presentate a tutti coloro che vorranno sposare con noi il “paradigma della rinascita attiva”, principio guida di questa nuova Associazione, la quale vuole essenzialmente muovere all’azione la società civile ovvero porre in essere un’operazione di rischiaramento circa l’attuale situazione effettuale delle cose che ci circondano, per tradursi di conseguenza in una vera e non utopica prassi trasformante ed innovante nell’ambito del nostro territorio di Capitanata”.

 Il Presidente di “Rinascita e Rose” - Giuseppe Lauda
 

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